SOPHIE-ANNE HERIN
Sede espositiva: Castello del Monferrato, Casale Monferrato (AL)
MON PAYS, C’EST LA LUNE
Alla luce della luna, tutto può accadere. La luna è una dimensione parallela a quella del giorno, è l’altra parte del mondo, della vita. Per molte persone è un naturale senso di appartenenza, lo è per Sophie-Anne Herin, che alla luce della luna si sente a casa, forse, anche, perché è nata vicino a un bosco, in montagna, e la luna è la dea dei boschi e della natura, oltre che della notte.
Mon pays, c’est la lune, ci sussurra l’artista, è uno spazio a parte, dove si dissolve l’idea di realtà così come di fotografia, perché la luna, con la sua ombra argentea, rende tutto relativo, l’apparenza e i confini tra le cose.
Nella penombra della sala, fluttuano figure femminili ancestrali, corpi evanescenti.
Le due opere, Selene e Baubo, rappresentano due diverse declinazioni dell’immaginario onirico.
Selene, dea della Luna nella mitologia greca, rappresenta l’intuizione, l’inconscio e la dimensione del sogno. Con il volto sostituito dalla luna, la figura invita ad attraversare una soglia in cui la visione si emancipa dalla realtà e apre lo spazio dell’immaginario.
Baubo è una rilettura contemporanea dell’antica figura della tradizione eleusina, legata al mito di Demetra e Persefone. Il suo viso si schiude tra le gambe, riprendendo l’iconografia della dea dell’oscenità, simbolo dell’origine del mondo, della verità e della liberazione della forza femminile.
Completa il progetto il video Seme di cardo, in cui una lanugine trasportata dal vento si muove in un moto continuo, imprevedibile e circolare.
Il seme diventa metafora dell’inconscio e dell’immaginazione: una presenza fragile che attraversa lo spazio seguendo traiettorie casuali, evocando il potere generativo del sogno e la possibilità di nuove trasformazioni.
Sophie-Anne Herin si forma al DAMS di Bologna, prosegue la propria formazione artistica in Francia e successivamente allo IED di Torino. La sua ricerca artistica indaga i territori di confine tra memoria e immaginazione, identità e paesaggio, realtà e sogno, costruendo immagini che abitano uno spazio di soglia. Dal 2009 espone in musei, gallerie e istituzioni italiane e internazionali. Tra i principali progetti: Viaggio nudo (Montaigne Gallery, Shanghai, 2010), Attorno a un manque (Centro Phos, Chieri, 2013), Ingenuo.Bianco (Phos Centro di Fotografia, Torino, 2016), Malemort (Palazzo Piccini Carlotti, Garda, 2019), e Viktoria, presentato in diverse sedi espositive tra Valle d’Aosta e Piemonte.
Nel 2024 realizza Entre chien et loup al Castello Gamba – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Châtillon, a cura di Olga Gambari. Nel 2025 presenta Mon pays c’est la lune alla Galleria Weber di Torino, progetto dedicato alla dimensione onirica.
Accanto alla ricerca artistica svolge attività didattica e laboratoriale, conducendo corsi e workshop di fotografia presso istituzioni quali CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino e il Centro Indipendente di Fotografia di Napoli.
Vive e lavora tra Torino e la Valle d’Aosta.




