Salvatore Astore

Sede espositiva: Distilleria Mazzetti

CORPO UNICO

Al centro della ricerca scultorea di Salvatore Astore sono determinanti concetti quali materia, peso, forma, vuoto e, di conseguenza, pieno. Le forme che esperisce attraverso il suo lavoro, come argomenta Francesco Poli, sono “non originali, ma originarie, essenziali e primarie in quanto inscritte nella logica delle strutture organiche”.

Nelle sue creazioni vi è un qualcosa di primigenio e ancestrale, che evoca fossili e megaliti preistorici, o  forme organiche appartenenti all’Uomo o al mondo animale.

“Il tentativo di mettere in relazione la parte con il tutto, la forma visibile delle cose con l’aspetto immateriale della conoscenza, così come l’urgenza di ricercare l’organicità della forma, è il mio modo di proseguire la ricerca sull’Uomo e sul rapporto fra l’uomo e il mondo”, afferma l’artista. “Tanto più è archetipica, pura la forma, tanto più gli altri potranno soggettivizzarla e farla propria in modi diversi”.

Sin dagli albori la pratica artistica di Astore si potrebbe definire come un minimalismo organico, che in tempi recenti, dalle sculture degli anni ’80/’90 si è evoluta verso sviluppi formali più liberi.

Nelle sue opere, sempre di notevoli dimensioni, la materia si alleggerisce e compare un vuoto al loro interno. La forma si “apre” al mondo attraverso cavità e fori, intessendo un rapporto più fluido e diretto con lo spazio esterno.

Nel caso specifico di Corpo unico il vuoto è assimilabile a una fessura attraverso cui percepire frammenti di mondo che diventano parte dell’opera stessa. La feritoia diventa soglia che al tempo stesso può indicare un ingresso, un’uscita o un semplice attraversamento.

“La differenza tra le prime e le ultime sculture è che le ultime hanno questi grandi fori a forma di calotta, diventano degli occhi in cui sono loro a catturare, non noi a farlo. Stanno creando in qualche modo loro la propria memoria, sono loro gli spettatori”. (S. Astore)

Corpo Unico, 2024, acciaio corten, 220x120x40 cm (Courtesy l’artista e Mazzoleni, London – Torino)

Salvatore Astore, nato nel 1957 a San Pancrazio Salentino (BR), si trasferisce giovanissimo con la famiglia a Torino dove ancora oggi vive e lavora.

Attivo già dagli anni Ottanta sulla scena italiana e internazionale, Astore ha privilegiato i linguaggi della scultura, della pittura e del disegno, dando vita a cicli di opere che corrispondono a periodi storici e fasi esistenziali diverse, accomunati però da un profondo desiderio di sperimentazione di tecniche e materiali legati al contesto urbano industriale, e da un interesse specifico per la condizione e il destino dell’essere umano.
Dopo una serie di lavori pittorici dedicati alle Anatomie umane e animali, nel 1984 inizia a produrre un ciclo di sculture di medie e grandi dimensioni realizzate dapprima in ferro saldato e verniciato e poi in acciaio inox, fortemente ancorate alla volontà di creare un vocabolario di forme nuove e autentiche inscritte nella logica delle strutture organiche.

Molte sono le mostre che hanno definito quello che la critica ha definito un “Minimalismo organico” e un “moderno antropocentrismo”, tra cui: Panorama Monferrato, Italics Art; Maze Chef X Artists, Milano; XII Quadriennale di Roma; Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna; XIII Biennale di Scultura a Carrara; Fondazione 107 di Torino; Reggia di Venaria; Frost Art Museum di Miami, Mazzoleni, Torino.

La scultura pubblica Anatomia Umana (2021) è stata installata permanentemente sull’angolo Giardini c.so G. Ferraris e Via Cernaia a Torino.

@astoresalvatore

www.mazzoleniart.com