Pierluigi Fresia

Sede espositiva: Casa dell’Artista

FACILI PAIONO LE COSE

La ricerca fotografica di Pierluigi Fresia, caratterizzata da un asciutto minimalismo figurativo, si distingue per le immagini essenziali, appartenenti a una dimensione metafisica, quasi come dei miraggi o delle visioni.

I soggetti di elezione, centro assoluto dei suoi scatti, sono generalmente elementi naturali o paesaggi restituiti attraverso una scala di grigi onirica e una patina che dona un’atmosfera di atemporalità e sospensione a qualsiasi cosa venga colta dal suo obiettivo.

Ma la vera cifra stilistica distintiva della sua pratica artistica risiede nell’accostamento della parola all’immagine. Un’unione in cui però il testo, come spiega Fresia, “non è spiegazione, non è narrazione di qualcosa che senza l’apporto dell’immagine non si riuscirebbe a comprendere e viceversa. Sono invece due forme di linguaggio che nell’opera devono convivere, cooperare (…) Cerco di generare uno spaesamento che vorrei stimolasse una connessione tutta mentale e nuova in chi osserva, portandolo a trovare, lui stesso, un significato attraverso un percorso ermeneutico a me ignoto”.

L’intento dell’artista è infatti sollecitare l’osservatore nel diventare fruitore attivo dell’opera, spingendolo nel ricercare un nesso che possa avere una sua, almeno apparente, logica.

E se nelle sue opere non compaiono testi evocativi o di ispirazione lirica, vi si possono invece ritrovare enigmatiche cifre, che rimandano a note a piè di pagina inesistenti, come nella serie Ibidem.

Qui gli scatti fotografici sono inseriti in pagine di libro, in cui compare, al fondo del foglio, un rimando inesistente: o meglio, forse a una spiegazione non nota, posta fuori dal mondo e da qualsiasi principio di realtà.

Per Francesco Tedeschi le opere di Fresia “non sono semplici immagini, ma forme di pensiero, frammenti di memorie che travalicano il visibile, diventano metafore e portati filosofici, anche per effetto del modo in cui l’artista le ha pensate e “confezionate”, attraverso i contenuti aggiunti, con i testi o con i segni che le completano (quasi sempre)”.

FACILI PAIONO LE COSE (Courtesy Riccardo Costantini Contemporary)

Pierluigi Fresia (Asti, 1962) vive e lavora a Pino Torinese(TO). La sua ricerca artistica, sempre riconducibile all’ambito concettuale, si sviluppa attraverso diversi media – dalla pittura al video, dalla fotografia all’uso della parola – spesso combinati in chiave multimediale. Dal 1993 espone regolarmente in Italia e all’estero, con numerose mostre personali in spazi di rilievo come la Galleria Martano di Torino, la Galleria Milano, Vision QuesT4rosso di Genova, Studio G7 di Bologna e Galleria Il Ponte di Firenze. Tra le più recenti: L’impotenza celeste dei pianeti (Galleria Il Ponte, Firenze, 2025), Di sola andata (Galleria Riccardo Costantini, Torino, 2023), Antologica (Innsbruck, 2021), La velocità della luce (Brescia, 2021). Le sue opere sono state presentate in importanti fiere internazionali d’arte contemporanea, tra cui ARCO Madrid, Artissima Torino, Artefiera Bologna, Arteverona, MIA e Miart Milano, Photo Basel e Fotografia Europea (2010, 2015). Ha partecipato inoltre alla Biennale di Scultura di Gubbio (2006) e alla Daegu Photo Biennale in Corea del Sud. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la GAM di Torino, il MART di Rovereto e il MET di New York. Ha preso parte a numerose collettive in spazi istituzionali e gallerie, tra cui si ricordano Il tempo della comunanza (Saluzzo, 2024), The Family of the Man (Aosta, 2021) e Under The Lucky Star (Genova, 2012).

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