NINA BERTOLETTI
Sede espositiva: Castello dei Conti Amico, Castell’Alfero (AT)
Artista in Residenza
Germinale, in aggiunta alle varie mostre dislocate nelle numerose sedi espositive, ha previsto di realizzare un programma di Residenze d’Arte.
Gli artisti in Residenza sono presenti per tutta la durata dell’evento trasformando gli spazi assegnati in studi d’artista e atelier, in luoghi di invenzione e creazione in cui accogliere il pubblico e i visitatori.
La ricerca artistica di Nina Bertoletti si muove nella tensione tra metodo storico e indagine estetica.
Ogni opera prende avvio da un processo di ricerca e raccolta di storie ed elementi. Un processo di selezione e archivio che precede e informa la fase pittorica e materica.
I supporti e i materiali utilizzati — ad esempio superfici già segnate da una storia propria, come cartelloni pubblicitari sbiaditi dal tempo o altri elementi recuperati dallo spazio urbano — non sono mai neutrali, possiedono una carica narrativa propria che l’artista tenta di far affiorare nell’intervenire su di essi. Questi frammenti non sono semplici basi, ma luoghi da risignificare, portatori di tracce che l’opera accoglie, trasforma e riattiva.
In questo processo, la materia diventa parte integrante della riflessione.
Recuperare un materiale significa innanzitutto interrogarne la storia, le stratificazioni, le assenze, e riattivarne il potenziale narrativo è un modo di condurre un’indagine sul territorio che abitiamo
Nina Bertoletti (Torino, 2000) vive e lavora tra Torino e Milano. Dopo aver conseguito una laurea in Storia presso l’Università degli Studi di Torino, nel 2024 si trasferisce a Milano per studiare Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2025 ha co-fondato con Francesca Minniti il progetto editoriale Catalogo Muso, dedicato all’arte contemporanea.
In precedenza, ha preso parte a collaborazioni artistiche con Kappa Futur Festival e Pastis.
La sua formazione trasversale si riversa in una ricerca artistica che intreccia metodo storico e indagine estetica. I suoi lavori muovono da un processo di raccolta e analisi di informazioni, storie e vissuti personali che prendono forma attraverso supporti e procedimenti formali non convenzionali. I materiali utilizzati non sono mai neutri, spesso recuperati e risignificati come luoghi di memoria da riattivare, in un dialogo costante tra passato e presente.

