MARZIO ZORIO

Sede espositiva: Sotterraneo del Museo della Resistenza del Basso Monferrato, Camagna Monferrato (AL)

MITOPOIESI

“La mitopoiesi non è solo evocazione. È anche creazione. Chi la padroneggia, può plasmare la realtà stessa, dando vita a nuovi miti, a nuove leggende, che si insinuano nell’inconscio collettivo e diventano verità. E’ proprio in questo spazio parallelo che il creato si incontra e si fonde, si confonde.” Scrive Giuliana Benassi. “Mare e terra si mescolano, si cercano: hanno luogo nel medesimo tempo. La mitopoiesi stabilisce nuove creature e dà voce a bocche sconosciute.” 
La serie MITOPOIESI di Marzio Zorio indaga il mito non come mera finzione, ma come atto generativo e “divina follia” capace di plasmare la realtà unendo l’inconscio alle forze primordiali della natura. Realizzate all’interno delle fornaci di Murano in collaborazione con i maestri vetrai di Berengo Studio, le opere utilizzano il vetro come membrana scultorea e come raffinato dispositivo sonoro, sfruttando la capacità del materiale di contenere, propagare e deformare il suono.
Una serie di oggetti distesi come corpi fluttuanti nel mare trasforma lo spazio espositivo in performativo, grazie all’interazione con il pubblico. I visitatori, interagendo con le sculture, alterano il campo elettromagnetico circostante e partecipano alla composizione di una polifonia sempre nuova. La componente acustica mescola suoni provenienti dagli abissi marini alle vibrazioni dello stesso ipogeo – dovemare e terra si mescolano, si cercano – ricreando il “canto delle sirene” come metafora dell’ignoto e soglia ancestrale tra umano e animale.
Dalla stanza in cui qualcosa prende forma, a questa, dove resta soltanto ciò che la circonda. Da qualche parte, senza che sia possibile dire dove, qualcosa affiora e si perde. Non c’è un sopra nè un sotto, nè un prima nè un dopo. Resta una presenza senza origine, che potrebbe essere già accaduta o non accadere mai.

MITOPOIESI (stupor vacui – sirene), vetro di Murano, componenti elettronici e suono, dimensioni variabili, 2024
SENZA TITOLO, audio due canali, 2026

Courtesy l’artista e la Galleria Umberto Benappi, Torino

Marzio Zorio (Torino, 1985) concentra la propria ricerca sulla realizzazione di installazioni di grande formato in cui il suono assume un ruolo centrale, con particolare attenzione alle sue proprietà spaziali e alla relazione che esso instaura con l’ambiente, l’architettura e l’essere umano.
Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero.
Nel 2020 ha ricevuto il premio #raccontoplurale, promosso dalla Fondazione CRT di Torino.
Il suo lavoro è stato approfondito da, tra gli altri, Giuliana Benassi, Carla Subrizi, Olga Gambari, Filippo Mollea Ceirano e Didi Bozzini.
Nell’ambito musicale ha collaborato con Nicolas Jaar, progettando strumenti musicali utilizzati nelle sue performance dal vivo e nella realizzazione dell’album Telas (2020). Successivamente ha composto un brano per la raccolta Caves – A Compilation of Silence, pubblicata dall’etichetta discografica di Jaar, Other People.
Ha eseguito performance come Concerto per legno e ossa insieme all’artista Francesca Cola ed è membro del duo BRUMA con l’artista e musicista Bruna, con cui realizza performance dal vivo e sperimentazioni sonore.
È fondatore di SONRO – Suono Ogni Notte nel Rovescio dei miei Occhi, un collettivo di artisti, curatori e storici dell’arte che promuove le pratiche sonore nell’ambito delle arti visive attraverso mostre, incontri, azioni sonore e altre iniziative.

@marzio_zorio
www.marziozorio.it 
www.umbertobenappi.it