LUIGI MAINOLFI

Sede espositiva: Palazzo di Città, Asti (AT)

SOLTITAN 

Luigi Mainolfi è uno dei massimi esponenti della scultura italiana contemporanea e il suo lavoro si fonda da sempre sull’uso di materiali naturali e sulla creazione di forme che richiamano la terra, la natura e le antiche tradizioni popolari.
Il suo lavoro si distingue per un linguaggio “arcaico” e visionario, capace di trasformare elementi e materiali semplici in mondi fantastici popolati da creature zoomorfe, architetture organiche e paesaggi mitici.
Questa visione si sposa perfettamente con lo spirito di Germinale, un festival nato per valorizzare il paesaggio del Monferrato e il territorio.
Per Luigi Mainolfi si tratta di un ritorno storico importante, avendo già legato il suo nome alla storia di Asti, quando ha realizzato i Drappi del Palio nel 1995.
Questa esposizione rappresenta un ritorno atteso e un omaggio che la città fa a un grande Maestro.
L’opera selezionata per l’atrio di Palazzo di Città è Soltitan, una scultura che fa parte della serie del celebre Bestiario. Si tratta di una figura fantastica e zoomorfa che evoca il mondo della fiaba e della natura.
Il Bestiario di Luigi Mainolfi si configura come un affascinante e autonomo ecosistema plastico, all’interno del quale convergono oltre quarant’anni di ricerca artistica incentrata sul tema zoomorfo e sulla metamorfosi delle forme naturali.
Questo corpus di opere, realizzate tra il 1978 e il 2020, affonda le sue radici concettuali in un ricco sostrato culturale che spazia dalle allegorie e dai misteri dei codici miniati medievali, popolati da creature reali e leggendarie, fino alla zoologia fantastica di Jorge Luis Borges, dove l’immaginazione sfida la logica scientifica per attingere direttamente alla dimensione del sogno e del mito arcaico.
In questo universo visivo, fortemente influenzato dalle origini campane dell’artista nella Valle Caudina, dai suoi ricordi d’infanzia in Venezuela e dai viaggi nel Sud-est asiatico e in Oceania, la scultura non tenta di imitare pedissequamente la realtà, ma si propone di diventare essa stessa natura.
Mainolfi plasma la materia assecondando una forza generatrice spontanea e primordiale, alternando la pesantezza monumentale del bronzo alla aerea leggerezza del tondino di ferro.
Ne scaturisce una popolazione di creature mutanti e ibride, dalle denominazioni e dalle forme squisitamente immaginifiche come Silontes, NominonSoltitan, che convivono accanto a presenze mitologiche come le Centaure e Titan.
Il Bestiario diventa così una narrazione fluida e continua in cui il bronzo, la terracotta e il metallo celebrano l’eterno ciclo della vita, celebrando una zoologia metamorfica e favolistica sospesa tra la concretezza della terra e l’astrazione del mito.

SOLTITAN , bronzo, 220 cm x 195 cm x 57 cm, 2008

Luigi Mainolfi (Rotondi Valle Caudina, 1948) si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli per poi trasferirsi a Torino nel 1973. Le sue ricerche iniziali, tra il 1972 e il 1976, si concentrano su corpo e gesto tramite performance e calchi in gesso, affiancati da una riflessione teorica sulla scultura attraverso il disegno.
Tra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta si afferma con grandi sculture in terracotta e bronzo. In questi anni partecipa ad appuntamenti di rilievo internazionale: la Biennale di San Paolo (1981), Documenta 7 a Kassel (1982), la Biennale di Parigi (1982) e tre edizioni della Biennale di Venezia (1981, 1986 e 1990, edizione in cui ottiene una sala personale).
Nel 1987 vince il Superior Prize Henry Moore in Giappone.
Negli anni Novanta espone in ampie retrospettive alla GAM di Bologna (1994), alla GAM di Torino (1995) e al Maschio Angioino e Villa Pignatelli di Napoli (1996).
Nel 2001 rappresenta l’Italia per uno scambio culturale presso il Museo d’Arte Contemporanea di Sapporo in Giappone.
Segue la realizzazione di numerose sculture permanenti in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.
Nel 2007 riceve il Premio Michelangelo per la scultura.
Tra i progetti successivi figurano le illustrazioni di Odissea e Iliade per Einaudi, l’installazione a Palazzo Madama a Torino (2011) e le mostre al Museo Madre di Napoli (2015) e al Chiostro del Bramante di Roma (2023).
Insignito nel 2016 del premio Alinovi-Daolio.
Di recente ha presentato la personale Bestiario alla Reggia di Venaria Reale (2024).