Lorenzo Gnata
Sede espositiva: Chiesa Madonna della Neve
MIRACOLO D’AGOSTO
Lorenzo Gnata concepisce per gli spazi della Chiesa della Madonna della Neve di Castell’Alfero un intervento ambientale site specific. Disposta longitudinalmente rispetto al corpo dell’edificio, l’opera si articola in due parti in dialogo diretto tra loro: un elemento fluttuante, realizzato in tulle bianco e filamento PLA, e un elemento scultoreo, posizionato in prossimità dell’altare.
L’opera abita lo spazio interno, traendo origine dall’oculo finestrato, e alla stregua di un raggio di luce – reso fisico, materico e concreto dalla tangibilità del tessuto – solca la navata, fendendo la penombra interna, sino a raggiungere l’altare.
L’estremità del fascio conico, man mano che si avvicina all’altare si assottiglia sempre di più, quasi a diventare un dito che indica, una freccia che colpisce.
Qui è presente un secondo elemento, una mano posizionata verticalmente e mollemente aperta.
L’opera rielabora la leggenda religiosa del miracolo della neve ad agosto proponendone una rilettura contemporanea. Il cortocircuito metereologico creato dalla nevicata estiva, da fatto mitico, diventa elemento distruttivo dal quale gli agricoltori chiedono protezione alla Madonna stessa.
Il raggio luminoso, come in un’annunciazione, si fa chiamata, risveglio e dove colpisce, anima.
Così la mano diventa metafora di una dimensione umana e al contempo agreste, percepibile ma invisibile, simbolo di una rinascita dalla e della terra.
All’esterno della chiesa, nella nicchia in facciata accanto all’oculo, vi è un’altra enigmatica presenza: una mano, metafora dello spirito divino, dialoga direttamente col vuoto dell’oculo, azionando l’evento mistico e contrapponendosi alla materialità fatta di terra e foglie della mano risvegliata dal fascio luminoso.
Miracolo d’Agosto, 2025, Filamento PLA, filamento PLA su tulle, ferro, dimensioni ambientali
Lorenzo Gnata (Biella, 1997) consegue nel 2022 il diploma di secondo livello in Pittura presso l’Accademia Albertina di Torino. La sua ricerca artistica indaga l’esistenza contemporanea, intrecciando concetto e percezione in una tensione poetica che trascende il visibile. Attraverso opere che sondano l’interrelazione tra l’individuo e il cosmo, si oltrepassa il reale per esplorare le trame profonde che legano il soggetto all’ambiente. Qui, codici diversi entrano in dialogo diretto tra loro, proponendo nuove possibilità di lettura della realtà e affrontando la perdita di specificità del medium. Nell’ultimo periodo, il nucleo tematico della sua ricerca artistica ha coniugato le questioni percettive con una poetica dell’interconnessione multispecie, in cui le relazioni orizzontali tra umano e non umano si fanno chiave di una riflessione sulla simbiosi e la coesistenza. Sue opere sono state esposte presso: Tate Britain – Late (Londra), Palazzo delle Esposizioni (Roma), Reggia di Venaria (Torino), La Triennale (Milano), Fondazione Treccani (Napoli), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), Artissima (Torino).







