FRANCESCO FELTRI
Sede espositiva: Ex Chiesa Confraternita dell’Annunziata
Artista in Residenza
Germinale, in aggiunta alle varie mostre dislocate nelle numerose sedi espositive, ha previsto di realizzare un programma di Residenze d’Arte.
Gli artisti in Residenza saranno presenti per tutta la durata dell’evento trasformando gli spazi assegnati in studi d’artista e atelier, in luoghi di invenzione e creazione in cui accogliere il pubblico e i visitatori.
A questo scopo è stato fatto un bando di selezione e Francesco Feltri è stato uno degli artisti selezionati.
La ricerca artistica di Francesco Feltri ruota attorno alla fisicità del corpo, inteso come materia viva in continua trasformazione.
Negli anni ha ampliato il suo linguaggio, partendo da una base di disegno e pittura ed introducendo naturalmente altri media come collage, fotografia, scultura, video, ed installazione, mantenendo sempre la centralità del corpo.
L’artista scrive: “L’anatomia è solo pretesto per ricercare e approfondire la complessità umana. Non cerco una rappresentazione figurativa tradizionale: parto dalla carne per indagare forme organiche, tensioni, movimenti e relazioni; interpretato visivamente da un gesto apparentemente libero, ma profondamente controllato. Il dettaglio rivela relazioni tra corpi; la distanza evidenzia volumi e tensioni. Più si guarda, più si scopre; più ci si allontana, più si comprende”.
La sua ricerca artistica è profondamente eterogenea. I soggetti che predilige, indipendentemente dal medium che utilizza, sono corpi che mutano: “Abbracciando l’idea che da solo il corpo non può esistere, si manifesta sempre nella relazione con se stessi e con gli altri”.
Francesco Feltri (Erba, 2002) esplora il corpo come diario, superficie viva e archivio emotivo, indagando la carne e la pelle come territori di contatto, esposizione e memoria. Dopo il diploma al Liceo Artistico Fausto Melotti, ha conseguito la laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e attualmente frequenta il biennio magistrale in Grafica d’Arte presso l’Accademia Albertina di Torino.
La sua pratica si articola attraverso pittura, scultura, collage, fotografia, video e tessuto, in una continua sperimentazione dei linguaggi visivi. Al centro della sua poetica vi è il corpo umano, inteso come superficie vulnerabile e mutevole, luogo di trasformazione e di relazione con l’altro.
Feltri indaga il rapporto tra pelle e carne, tra interiorità e contatto, spesso mettendo in discussione la propria identità attraverso il confronto con un corpo altro. I suoi lavori, pur nella loro eterogeneità, ruotano attorno alla riflessione che il corpo non appartiene mai solo a sé stesso, ma vive costantemente nella relazione, divenendo materia sempre aperta al dialogo.
Il suo approccio rifugge le etichette stilistiche, favorendo l’ibridazione tra tecniche e media. Tra le influenze che alimentano la sua ricerca figurano Tracey Emin, Anish Kapoor, Mark Rothko e Hans Bellmer, che nutrono il suo interesse per la materia, la memoria e la corporeità. Per Feltri, l’arte è un gesto vulnerabile: un attraversamento del sé e dell’altro, alla ricerca di un contatto autentico.





