CHIARA CAPELLINI

Sede espositiva: Chiesa di S. Silverio, Viarigi (AT)

YOU ARE HERE

Se potessimo osservare l’universo dall’esterno, quale forma avrebbe?
Come si è formato e come evolverà?
Da dove nasce la realtà e quale sarà il suo destino?
Possiamo davvero conoscerla, oppure osservarla modifica il modo in cui la comprendiamo?

You Are Here, installazione site-specific di Chiara Capellini per la chiesa sconsacrata di Viarigi, mette in dialogo due modelli cosmologici: il modello standard ΛCDM, che descrive un universo di 13,8 miliardi di anni, strutturato dalla materia oscura e in espansione accelerata per effetto dell’energia oscura, e la Conformal Cyclic Cosmology (CCC) del Premio Nobel Roger Penrose, secondo cui il cosmo potrebbe essere un eone in una successione potenzialmente infinita, dove la fine di uno diventa l’inizio del successivo.

Penrose ipotizza inoltre possibili tracce di eoni precedenti nel nostro universo.
La scultura traduce l’ipotesi di Penrose in forme aperte che emergono l’una dall’altra, dove ogni fine può diventare un nuovo inizio. La superficie nera riflette lo spazio e la base specchiante moltiplica gli eoni all’infinito rovesciati, introducendo nell’opera un’altra possibilità: mondi paralleli che emergono attraverso l’osservazione.
Dietro la scultura, otto imponenti tele formano un’unica opera di 16 metri per 4 traducendo visivamente il modello cosmologico standard ΛCDM: un universo in espansione in cui la materia diventa progressivamente più rarefatta. Le due opere mostrano così come la realtà possa assumere immagini differenti secondo il modello e il punto di osservazione.
Ma cosa c’era prima del Big Bang? Per la fisica quantistica, il vuoto non è assenza: anche senza materia esistono campi e fluttuazioni. Potrebbe la realtà emergere da questo vuoto?
Il suono, realizzato con il compositore Francesco Taskayali e originato dalla vibrazione fisica delle sculture stesse e poi amplificato, si attenua fino quasi a esaurirsi, lasciando una traccia nel successivo, come un universo che svanisce continuando nell’altro. Nel silenzio dello spazio, sono così gli universi stessi a produrre il proprio suono, evocando l’Om vedico o il Logos cristiano. Una domanda simile risuona nelle Upaniṣad, antichi testi filosofici della tradizione vedica: possiamo osservare l’universo dall’esterno se apparteniamo alla realtà che cerchiamo di comprendere? Tat tvam asi, “tu sei Quello”, suggerisce che osservatore e osservato appartengano alla stessa realtà: come onde dell’oceano, appaiono separati, ma appartengono alla stessa acqua.
Le superfici riflettenti incorporano nell’opera lo spettatore e l’architettura della chiesa: chi osserva diventa parte di ciò che osserva.
You Are Here non è più l’indicazione di un punto su una mappa, ma un invito a interrogare il confine tra individuo e cosmo, osservatore e osservato.

ΛCDM — AEON, Acrilico su tela, 1600 cm x 400cm, 2026

CCC — AEONS, Alluminio dipinto nero lucido, 350 cm x 100 cm, 2026

Chiara Capellini è un’artista italiana, vive e lavora a Milano. Negli anni ha esposto in contesti internazionali, con mostre a Parigi, New York, Londra e Lisbona. Le sue opere sono presenti nella collezione permanente della Fondation CAB di Saint-Paul-de-Vence; nel 2024 ha esposto ad Art-O-Rama presso la Cité Radieuse di Le Corbusier a Marsiglia.
La ricerca di Chiara Capellini interroga la natura della realtà e ciò che si trova oltre i limiti della percezione. Attraverso pittura, scultura in vetro, opere luminose e installazioni site-specific, l’artista mette in relazione interrogativi di natura metafisica e principi della scienza contemporanea, con particolare attenzione alla fisica quantistica e alle teorie che indagano la natura e l’evoluzione dell’universo. L’indeterminazione, la relazione tra osservatore e realtà e il potenziale che precede ogni manifestazione fisica diventano nuclei centrali della sua pratica.
Fenomeni, teorie e paradossi scientifici diventano strumenti attraverso cui interrogare ciò che definiamo reale, piuttosto che soggetti da rappresentare. Capellini esplora la distanza tra ciò che possiamo osservare e ciò che rimane invisibile o indeterminato, soffermandosi sul ruolo che l’osservazione assume nella costruzione della nostra esperienza della realtà. Il confine tra soggetto e oggetto, percezione e materia, possibilità e manifestazione diventa così uno spazio aperto di indagine. Il vuoto occupa un ruolo centrale nella sua poetica: non è inteso come mera assenza, ma come campo generativo di infinite possibilità. Il suo lavoro esplora l’istante in cui il potenziale si fa materia e ciò che non è ancora definito entra nel campo dell’esperienza.

chiaracapellini.com 
@chiara_capellini