ALESSANDRO G. COLASANTO

Sede espositiva: Ex Teatro – Salone Comunale, Cocconato (AT)

Artista in Residenza

Germinale, in aggiunta alle varie mostre dislocate nelle numerose sedi espositive, ha previsto di realizzare un programma di Residenze d’Arte. 

Gli artisti in Residenza sono presenti per tutta la durata dell’evento trasformando gli spazi assegnati in studi d’artista e atelier, in luoghi di invenzione e creazione in cui accogliere il pubblico e i visitatori.

Dalla memoria alla percezione, dalla sintesi del contemporaneo alla critica, dal naturale all’artificiale, Alessandro G. Colasanto muove i suoi passi  tra l’accumulo visivo e la sottrazione sonora.
La pratica dell’artista scivola costantemente tra diverse tecniche, cercando l’espressività e l’imprevedibilità.  Avendo come punto di riferimento primario la fotografia e le relative tecniche di stampa alternative, essa si rivela come un complesso dispositivo di archiviazione d’informazione. 
Ad essa Colasanto sovrappone l’uso dei nuovi media generativi e dell’intelligenza artificiale, valutandone l’impatto percettivo, interessandosi sul modo in cui queste tecnologie alterano la decodifica del reale, manipolando l’autenticità del ricordo e sfumando il confine logico tra ciò che è naturale e ciò che è sintetico.
In questa collisione contemporanea tra archivi storici, impressioni del naturale e memorie algoritmiche, l’informazione visiva satura lo sguardo: in diretta contrapposizione a questo sovraccarico prende forma la ricerca musicale. Sotto lo pseudonimo Philip Buronji, la sperimentazione acustica ed elettronica diviene un atto di evasione. 
Attraverso la sintesi modulare, l’artista compone paesaggi sonori immersivi e immaginari, architetture invisibili progettate specificamente per depressurizzare il fruitore dall’iperpercettività della realtà fenomenica esterna. Se l’immagine scandaglia la complessità e il rumore del mondo, il suono offre uno scampolo di riflessione incondizionata.

Alessandro Colasanto (Terlizzi, 1993) è artista visivo, graphic designer e Cultore della Materia in Storia del Design all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Formatosi in Grafica d’Arte ed Editoria Artistica a Bari, si muove nei punti di unione tra i processi analogici e le tecnologie digitali.
La sua ricerca visiva si affida a tecniche che spaziano dall’incisione sperimentale all’archiviazione fotografica, fino alle tecniche di stampa alternative come cianografia e cuprotipia. È recente la pubblicazione del suo libro d’artista Giungla di Cemento – In fuga dal brutalismo, le cui atmosfere e riflessioni hanno preso forma anche nella omonima mostra personale (Noci, 2026).
In parallelo alla produzione visiva scorre un’intensa attività sonora. Come musicista, sotto lo pseudonimo Philip Buronji, esplora e sperimenta i linguaggi della musica elettronica e ambient. Attraverso sintetizzatori modulari, plasma paesaggi sonori e composizioni generative immersive.