GABRIELE GARBOLINO RU’

Sede espositiva: I Cappuccini 1624, Moncalvo (AT)

ZOLLE D’ACQUA

Un gruppo di enigmatici nuotatori, di cui si scorge solo il capo, affiora silenziosamente da un prato trasformato in un’inattesa superficie fluida.
L’installazione, alla stregua di un fermo immagine, cattura l’istante sospeso in cui le teste emergono dal mare immaginario per riprendere fiato, un attimo prima di inabissarsi nuovamente.
E proprio in questi luoghi, l’opera Zolle d’acqua ha trovato una collocazione ideale nel suggerire la presenza di un mare invisibile, come rivelano i reperti di fossili e conchiglie che si possono trovare non appena si smuove il suolo. I nuotatori condividono insieme una medesima direzione: ognuno di loro, pur nella propria individualità, partecipa a un’unica narrazione collettiva,  evocando un’umanità accomunata da un identico destino, sospesa tra vulnerabilità e perseveranza.
L’acqua, qui assente ma evocata, è sostituita dal paesaggio, elemento attivo dell’opera che ne completa  il significato.
Tutta la ricerca di Garbolino trae stimoli e insegnamenti dallo studio della scultura classica, mantenendo costante una essenziale matrice figurale, come necessaria impronta genetica.
Nelle sue sculture la figura umana è sempre protagonista, ma è soprattutto il volto su cui si concentra maggiormente come soggetto prediletto.
L’analisi del viso diventa studio dell’identità intesa come ritratto, espressione di un’esistenza, linguaggio per raccontare e raccontarsi, testimoniare e indagare.
Il ritratto, il “volto dell’altro”, è un grande tema della storia dell’arte e reinterpretarlo in chiave contemporanea è diventato nel tempo il nucleo della sua produzione e una vera e propria palestra espressiva.

ZOLLE D’ACQUA, resina policroma, dimensioni variabili, 2025

Gabriele Garbolino Rù (Torino, 1974) Dopo il diploma in Scultura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, sotto la guida di Riccardo Cordero, affianca alla ricerca artistica l’attività accademica. Presso la stessa istituzione è oggi titolare della cattedra di Anatomia Artistica e di Elementi di morfologia e dinamiche della forma.
Espone regolarmente in Italia e all’estero e realizza opere per istituzioni civili e religiose. Le sue sculture sono presenti in collezioni permanenti quali la Fondazione Gianadda di Martigny (Svizzera), il Parco di Scultura di Ostellato, il Parco d’Arte Quarelli e il Museo Il Cassero di Montevarchi. Tra le opere pubbliche si distinguono il Monumento ai Caduti sul Lavoro di Collegno e il Monumento a Giulia di Barolo per l’Opera Barolo di Torino.
Nel 2023 ha partecipato alla Biennale di Montreux, a Equinozio d’Autunno di Rivara e ad Arte alle Corti di Torino. Tra le mostre personali si ricordano Ipotesi per un ritratto contemporaneo (Bologna), Ritratto multiforme (Montevarchi) e Gabriele Garbolino Rù (Agrigento). Nel 2015 e nel 2024 ha vinto i concorsi della Conferenza Episcopale Italiana per la Chiesa Redemptoris Mater di Cinisi e la Cappella del Buon Pastore presso la sede della CEI a Roma.
La sua ricerca indaga l’identità e la condizione umana attraverso il ritratto scultoreo, esplorando memoria, presenza e trasformazione mediante forme essenziali e di intensa forza espressiva.

@gabrielegarbiolinoru
www.garbolinoru.it