ENRICO TEALDI
Sede espositiva: Casa dell’Artista, Portacomaro (AT)
MANIFESTO
La ricerca di Enrico Tealdi si sviluppa attorno alla memoria, al tempo e alla capacità delle immagini di custodire esperienze e tracce del vissuto.
La sua pittura non mira a una rappresentazione descrittiva della realtà ma alla costruzione di atmosfere sospese, nelle quali figurazione e astrazione si incontrano per evocare piuttosto che raccontare.
Paesaggi rarefatti, figure lontane, volti, oggetti e frammenti di memoria compaiono su superfici che sembrano portare con sé il tempo della loro stessa costruzione.
Tealdi lavora per sedimentazione, sovrapponendo strati di colore e materiali diversi – acrilici, tempere, pigmenti, oli – fino a ottenere fondi polverosi e atmosfere sospese.
Il procedimento lento e stratificato diventa parte integrante dell’opera.
Un ruolo centrale è assunto dagli oggetti provenienti dalla memoria collettiva e privata: fotografie, statuine, cornici, reperti anonimi.
Attraverso questi elementi l’artista interroga ciò che permane quando l’esperienza individuale si trasforma in ricordo.
Le sue opere diventano così luoghi mentali, aperti alla proiezione di chi guarda: immagini apparentemente silenziose che attivano un “album interiore” e mettono in relazione ciò che è stato, ciò che ricordiamo e ciò che immaginiamo.
Enrico Tealdi nasce a Cuneo nel 1976; vive e lavora tra Cuneo e Angers.
Dopo il diploma in Pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, approfondisce la propria formazione attraverso workshop e occasioni di confronto con artisti quali Stefano Arienti, Massimo Bartolini e Tobias Rehberger, maturando una pratica fondata sulla pittura e sul disegno.
Dalla fine degli anni Novanta espone in Italia e all’estero, sviluppando un percorso caratterizzato da una ricerca coerente e personale.
Tra le principali mostre personali si ricordano Si cercano parole che nessuno dirà al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna (2016), Concerto per carillon a Roma (2018), Transfiguration Mode ad Atri (2019), L’accordo a Roma e Halos a Firenze (2022), fino a Manifesto presso Société Interludio, Cambiano (2024). Nel 2023 partecipa alla mostra Pittura Italiana oggi alla Triennale Milano.
Il suo lavoro è presente in collezioni pubbliche e private, tra cui la Collezione del Quirinale, la Collezione Fondazione Bartoli Felter e quella del MAR di Ravenna.
Courtesy Société Interludio






