TAMARA REPETTO

Sede espositiva: Tenuta e Castello di Razzano, Alfiano Natta (AL)

ARCHITETTURA SALMASTRA

Il tema 2026 del Festival Germinale è un inno all’identità profonda di questa terra, le Marne, amalgama di argilla e calcare di origine marina, che caratterizza il terreno.

L’opera, creata appositamente per la Chiesetta del Castello di Razzano si nutre di ceppi di vite delle vigne del castello e di terra argillosa e calcarea — raccolta in loco — la cui origine è legata alle Marne.

I ceppi sono stati rivestiti di terra, creando una relazione totale tra la vite e il terreno: una nuova pelle, che evidenzia forme che ricordano le ossa.

L’esito è un’architettura vegetale che evoca e si interconnette con la struttura ossea umana, azzerando i confini tra corpo e paesaggio, una dichiarazione d’appartenenza a unica unità armonica. Questi ceppi, oltre alla terra, accolgono elementi in alluminio, barre e bulloni che ne sottolineano la forza scultorea creando forme con “difficili” equilibri, a ricordare il delicatissimo rapporto tra uomo e natura.

Questi elementi poggiano su di una struttura lineare di mattoni, che ricorda la geometria dei vigneti, ordinata e antropica, al centro della Chiesa. Una  lastra di specchio, posta sulla struttura di mattoni, accoglie i ceppi, creando giochi di riflessi del soffitto, unendo la profondità della terra alla verticalità sacra dell’edificio.

Un cubo cavo posto sull’altare, realizzato con la stessa terra cruda che riveste i ceppi,  è il cuore olfattivo dell’installazione.

I visitatori avvicinandosi al cubo scopriranno un segreto olfattivo:un odore di salsedine, di mare, che svelerà il cuore oceanico del Monferrato, un’epifania concettuale, per ricordare al visitatore che dove ci sono i vigneti, un tempo c’erano i pesci.

Il naso arriva dove l’occhio non puo’ vedere, superando il tempo geologico.

ARCHITETTURA SALMASTRA, 2026, ceppi di vite, terra cruda, barre filettate, bulloni, specchio , mattoni, profumo, 80x300x50 cm

Tamara Repetto (Genova, 1973) si forma all’Istituto Statale d’Arte Jona Ottolenghi di Acqui Terme e si specializza in grafica pubblicitaria presso la scuola Arte e Messaggio del Castello Sforzesco di Milano.

La sua ricerca si sviluppa attraverso un approccio spiccatamente multidisciplinare in cui coesistono elementi olfattivi, sonori e cinetici. Nelle sue opere, la tecnologia e l’artigianato si fondono dando vita a dispositivi estetici interattivi, pensati per coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva e intima. Il fulcro della sua poetica è il dialogo con il mondo naturale: l’artista indaga il rapporto primigenio tra essere umano e ambiente. Di fronte all’avanzare dell’intelligenza artificiale e del transumanesimo, la pratica di Repetto ribadisce la centralità dell’unicità cognitiva umana e la nostra inestricabile appartenenza all’ecosistema.

Negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza internazionale in diverse istituzioni museali. Nel 2021 ha esposto al Kyiv History Museum (Ucraina), al Cermodern Arts Center di Ankara (Turchia) e al Tbilisi History Museum (Georgia). Nel 2022 ha partecipato all’Uzbekistan Art Biennale e ha esposto alla Galleria Arti Visive NBU di Tashkent. Particolarmente significativa è la circuitazione del suo lavoro in Cina nel 2023, con mostre all’Inside-Out Museum di Pechino, all’Art Museum del Sichuan Fine Arts Institute di Chongqing e allo Xi’an Art Museum. Costante è la presenza all’interno della fiera itinerante Nomad Circle in collaborazione con Spazio Volumnia, con tappe a St. Moritz (2021, 2025) e Capri (2024). Tra i progetti più recenti figurano la mostra allo Spazio Gaggenau di Milano (2024) e l’assegnazione del Premio Casati a Saludecio (2025).

@repettotamara

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