PAOLA ANZICHÉ

Sede espositiva: Quasi Fondazione Carlo Gloria, Rinco di Montiglio Monferrato (AT)

SOL

SOL non significa semplicemente “sole”, ma porta con sé una risonanza più ampia: deriva dal latino sōl ed è una forma poetica dell’italiano “sole”. Indica la nota musicale G ed evoca anche la personificazione del Sole nella tradizione romana. Come titolo indica una presenza, una forza, o meglio quel principio originario sotteso a tutte le opere in mostra.
Nei lavori di Paola Anziché questo principio vitale si manifesta anzitutto in Microbiota, un’indagine su quell’universo invisibile di microrganismi — batteri, archei, funghi microscopici, protozoi e alghe unicellulari  — che abita ogni ambiente. Superando il vecchio termine “microflora”, la scienza definisce oggi queste comunità silenziose ma vitali come microbiota. Esse non appartengono infatti solamente al regno vegetale, ma formano ecosistemi complessi, che regolano la vita in modi silenziosi e profondi. Dentro il nostro intestino, nel terreno che coltiviamo, sulle radici delle piante o nelle acque che scorrono, i microbioti mantengono gli equilibri, sostengono la salute, partecipano ai cicli naturali e contribuiscono al benessere di ogni ecosistema.
In modo analogo, le composizioni di Esercizi di memoria incorporano il tempo e la natura attraverso l’uso di steli di Avena selvatica, preservati seguendo i ritmi stagionali. Pianta carica di significati archetipici come rinascita, abbondanza e nutrimento, l’avena evoca la memoria collettiva dei cicli agricoli mediterranei, degli ex-voto e dei riti augurali, ma anche memorie intime legate alla manualità e alla ripetizione. Gli steli vengono ritagliati e disposti in modo che la riflessione della luce trasformi la bidimensionalità del disegno: ciò che appare come segno grafico muta a seconda dell’incidenza luminosa, facendo vibrare la superficie e rendendo instabile la percezione della forma. I disegni e le forme che emergono nei lavori rimandano a immagini nascoste: le diatomee. Microrganismi antichissimi, le diatomee sono custodi di una storia geologica invisibile.
L’Antotipia su foglia e Solaris su carta sono lavori realizzati grazie alla luce del sole, e sono basati su una tecnica fotografica antica. Utilizzano pigmenti vegetali fotosensibili estratti da piante e fiori per creare immagini attraverso l’esposizione alla luce solare. Introdotta nel XIX secolo da John Herschel, questo procedimento si basa su un processo lento e naturale: foglie, fiori e spezie vengono trasformati in emulsioni colorate che, stese su carta o direttamente su superfici vegetali, reagiscono alla luce.

Paola Anziché è nata a Milano e attualmente vive e lavora tra Torino e Milano.
Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Brera e alla Städelschule di Francoforte (Germania), ha recentemente consolidato il proprio percorso istituzionale risultando vincitrice della dodicesima edizione di Italian Council (2023–2024, Ambito 3). La sua ricerca esplora la materia tessile e le pratiche partecipative attraverso workshop che coinvolgono persone di diverse età, mettendo in dialogo la trasmissione delle tecniche tradizionali di tessitura con la tutela della biodiversità. Attraverso l’impiego di fibre naturali, il suo lavoro si sviluppa come un processo di apprendimento e condivisione, nel quale il recupero e la trasmissione dei saperi artigianali diventano strumenti di indagine sulle ecologie locali, sui territori e sulla sostenibilità dei materiali.
Le sue opere sono state esposte in numerose istituzioni italiane e internazionali. In Italia ha presentato i propri lavori presso la GAM e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il Museo Nazionale della Montagna di Torino, il MAMbo di Bologna, la XXI Triennale, la galleria Building e Careof a Milano, il Museo Salvatore Ferragamo di Firenze, il MUSE di Trento, la Fondazione Remotti di Camogli. All’estero ha esposto presso il Turner Contemporary di Margate (Regno Unito), la Galleria Tashkeel di Dubai e Kichik QalArt, YARAT Contemporary Art Space, a Baku (Azerbaigian).
Elemento centrale della sua pratica è la ricerca sul campo, sviluppata attraverso numerosi programmi di residenza. Questa dimensione relazionale l’ha portata a studiare tecniche, materiali e pratiche artigianali in contesti geografici e culturali eterogenei, lavorando in Portogallo, Bolivia, Guatemala, Brasile, Azerbaigian, Finlandia, Emirati Arabi Uniti, Francia, Paesi Bassi e Svizzera.

@paolaanziche
paolanziche.net