FERDI GIARDINI
Sede espositiva: Passerella Panoramica, Calliano Monferrato (AT)
SÌNDEṠI
L’opera site specific Sìndeṡi — dal greco σύνδεσις, connessione — collega metaforicamente il Monferrato al suo passato geologico.
Cinque milioni di anni fa, nel Pliocene, era qui presente un mare antico. In quello che era chiamato anche “bacino Astigiano” abitavano e nuotavano balene, squali e pesci tropicali.
I fondali brulicavano di coralli e conchiglie, che a volte compaiono ancora oggi muovendo la terra tra i vigneti.
Ora, come un lungo bompresso, si stacca da muri antichi di mattone una passerella che conduce verso l’orizzonte, avvolta e vestita da fasci e lingue sinuose, sottili e luminose.
Questi elementi rievocano un sapore di salsedine, un nuotare fluido e armonioso di banchi di pesci argentati, di onde lunghe riflettenti e tramonti struggenti di un lontanissimo passato, o di un attuale sole che si appoggia su un mare verde intenso di alberi e colline.
Concepita apposta per questo luogo, Sìndeṡi di Ferdi Giardini è un intervento artistico concepito su misura per un punto panoramico strategico, finalizzato a guidare lo sguardo e i passi del pubblico dei visitatori alla scoperta della parte più alta e suggestiva del borgo di Calliano Monferrato.
L’installazione si propone come un ponte teso tra la bellezza paesaggistica contemporanea e il profondo passato geologico di queste terre, offrendo una chiave di lettura poetica del territorio.
SÌNDEṠI, dibond finitura alluminio spazzolato, dimensione ambientale, 2026
Ferdi Giardini (Torino, 1959) vive e lavora a Torino. Formatosi in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Torino, esordisce nel 1986 con una personale alla galleria Franz Paludetto, avviando un’attività espositiva in Italia e all’estero.
Il suo percorso include la Quadriennale di Roma (1996), la I Biennale Parchi e Natura (1998), la Biennale Lione-Torino (2006) e la 54ª Biennale di Venezia (2011). Le sue opere figurano in importanti collezioni: la GAM di Torino ha acquisito Scendeva da lei un viscoso fiotto di miele dorato (tramite la Fondazione De Fornaris, 1995) e l’installazione Esca per draghi (2006).
Tra le personali recenti figurano Essenze di luce a Palazzo Bricherasio (Torino, 2025), Giardini sospesi a Rosignano Monferrato (2024), Altre voci, altre stanze (2024) e Dammi ancora colori per vivere (2022) alla Galleria Riccardo Costantini. Fra le collettive: On the road a Bergamo (2026), 9 kilometri a Villadeati (2023), Totem a Cuneo (2020) e Art for Excellence a Torino (2019).
Dal 1996 opera nel design dell’illuminazione con marchi come Luceplan, Oluce, Ilti Luce, Slide e Rimani. Già docente di Disegno Industriale al Politecnico di Torino (2005-2011), dal 2021 insegna Ecodesign, Design 2, Modellistica e Anatomia artistica all’Accademia di Belle Arti di Sanremo e all’Accademia del Lusso di Milano. Hanno scritto di lui: Melotti, Poli, Curto, Beatrice, Conti, Bonito Oliva, Gilardi, Bandini, Dimauro, Roberto, Piquet, Parola, Beccaria, Morteo, Canfora, Re.







