Germinale Monferrato Art Fest – Festival Diffuso di Arte Contemporanea https://germinale.art/ Wed, 25 Feb 2026 16:27:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://i0.wp.com/germinale.art/wp-content/uploads/2025/06/cropped-image-removebg-preview.png?fit=32%2C32&ssl=1 Germinale Monferrato Art Fest – Festival Diffuso di Arte Contemporanea https://germinale.art/ 32 32 246062693 Tracce nel paesaggio: il museo diffuso di Germinale mette radici https://germinale.art/tracce-nel-paesaggio-il-museo-diffuso-di-germinale-mette-radici/ https://germinale.art/tracce-nel-paesaggio-il-museo-diffuso-di-germinale-mette-radici/#respond Sun, 15 Feb 2026 07:16:41 +0000 https://germinale.art/?p=5623 Germinale Monferrato Art Fest non nasce per essere una meteora culturale, ma per agire attraverso una logica di sedimentazione capace […]

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Germinale Monferrato Art Fest non nasce per essere una meteora culturale, ma per agire attraverso una logica di sedimentazione capace di trasformare il Monferrato in un gerbido fertile dove l’arte mette radici profonde. 

L’obiettivo strategico dell’iniziativa è la creazione progressiva di un Museo Diffuso territoriale che sappia generare valore duraturo attraverso il lascito di almeno un’opera permanente per ogni edizione. 

Questo percorso di valorizzazione integrata permette di scardinare la fruizione tradizionale dell’arte contemporanea per consegnarla direttamente alla vita quotidiana dei residenti, trasformando edifici funzionali e residenze storiche in nuovi monumenti simbolici.

I primi segni tangibili di questa visione sono già rintracciabili nel paesaggio, a partire dal murale site-specific realizzato da Monograff a Moncalvo nel 2024 presso il fabbricato del Peso della Cantina Sette Colli. 

Il cammino è proseguito con vigore nel 2025 grazie all’impegno di partner privati che hanno scelto di farsi mecenati del proprio territorio, come dimostrano la scultura-fontana di Paolo Albertelli e Maria Grazia Abbaldo ospitata stabilmente nella corte del Castello di Razzano ad Alfiano Natta e l’opera dell’artista Pedro Pires acquisita definitivamente dall’azienda vitivinicola Bava di Cocconato. 

Queste acquisizioni non aggiungono solo oggetti al paesaggio, ma consolidano una rete strategica che unisce comuni e aziende in un’unica infrastruttura culturale.

Un passaggio fondamentale per la solidità di questo progetto è rappresentato dalla messa a sistema delle opere nate durante le Residenze d’Arte tra il 2024 e il 2025. 

La Quasi Fondazione Carlo Gloria ha scelto di donare queste opere all’ATL Langhe Roero Monferrato affinché diventino stabilmente parte del patrimonio del distretto. 

Grazie a un accordo strategico con il Comune di Frinco e a un contratto di comodato gratuito, questa collezione ha trovato la sua casa definitiva tra le mura appena restaurate del Castello di Frinco. 

L’operazione trasforma il castello in un polo di eccellenza e nel centro documentale del festival, dando vita a un museo permanente che testimonia l’attività creativa e i processi di integrazione avviati nel Monferrato a partire dal 2024.

Questa rete di asset culturali stabili è la condizione necessaria per preparare il terreno alla grande sfida del 2027, anno in cui Alba sarà Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea e Germinale agirà come sua Capitale Sorella. 

Attraverso la creazione di questa legacy permanente, il Monferrato dimostra di non essere un semplice scenario di passaggio per l’arte contemporanea, ma un laboratorio di sperimentazione capace di produrre una reputazione d’eccellenza destinata a restare patrimonio della comunità ben oltre la chiusura delle rassegne annuali. 

Ogni opera che mette radici tra le vigne e i castelli contribuisce a costruire un territorio più consapevole della propria bellezza e pronto ad accogliere i circuiti artistici internazionali

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Chiese e castelli come atelier e laboratori creativi https://germinale.art/chiese-e-castelli-come-atelier-e-laboratori-creativi/ https://germinale.art/chiese-e-castelli-come-atelier-e-laboratori-creativi/#respond Mon, 05 Jan 2026 08:01:12 +0000 https://germinale.art/?p=5651 Il format delle Residenze d’Arte di Germinale si fonda su un’idea di “abitare” che va oltre la semplice ospitalità.  Il […]

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Il format delle Residenze d’Arte di Germinale si fonda su un’idea di “abitare” che va oltre la semplice ospitalità. 

Il festival non si limita a usare le vecchie botteghe dei borghi: la vera scommessa è stata trasformare luoghi d’eccezione — solitamente destinati alla sola conservazione — in laboratori vivi dove l’arte viene pensata, sporcata e prodotta in tempo reale. 

Castelli e chiese sconsacrate hanno smesso di essere “contenitori” di opere per diventare atelier aperti, permettendo a sette artisti di entrare in un dialogo fisico con le architetture millenarie del Monferrato.

L’integrazione più profonda si è manifestata tra le sale del Castello di Frinco, dove l’esperienza di residenza è diventata un cammino sentimentale e collettivo. Gioele Sasha Staltari ha trasformato la sua permanenza in una ricerca materica, arrivando a produrre tempere ricavate direttamente dai materiali del castello per dipingere su grandi lenzuola. Parallelamente, le sale del maniero hanno accolto il caos creativo di Bruno Fantelli, culminato in una performance nel cortile dove la scritta “Germina la vita” è stata illuminata da centinaia di lumini insieme ai bambini del borgo, trasformando un rudere in un altare di luce condiviso.

Lo spazio sacro delle chiese sconsacrate ha imposto agli artisti una dimensione di ascolto che ha deviato le loro ricerche abituali. Nella Chiesa dell’Annunziata a Calliano, Francesco Feltri ha installato il proprio atelier lasciandosi guidare dalle cromie degli affreschi della volta, integrando la propria indagine sul corpo con il ritmo lento della macchina da cucire, usata come strumento di memoria. 

A Villadeati, all’interno della Chiesa di San Remigio, lo scultore Simone Giuliana ha dovuto negoziare la propria opera con la “soverchiante autorità” dello spazio barocco, approdando a un “Altare-paesaggio” che intreccia cardi, vigne e canneti con la sacralità del luogo. 

Anche la Chiesa di San Michele a Murisengo è diventata parte attiva del processo creativo per Salomè Nascimento: persa nell’armonia delle pietre incastrate, l’artista ha realizzato disegni “ciechi” seguendo con il corpo le linee dell’intonaco fratturato, in un’unione fisica con l’architettura millenaria.

Il territorio ha saputo trasformare anche i luoghi del quotidiano, come le ex botteghe di Cocconato, riattivate come officine di sperimentazione botanica. Qui Maria Sky ha scelto di ascoltare il paesaggio producendo carta da piante marginali come vite selvatica e rovo, mentre Lisa Fontanari ha individuato nella Lunaria annua il materiale ideale per mappare il borgo e riflettere sulla fragilità come forma di resistenza.

Il successo di questo modello, capace di innescare legami affettivi tra artisti e residenti, rappresenta il cuore della strategia futura del festival. 

L’obiettivo per la terza edizione del 2026 è quello di scalare l’iniziativa, portando a dieci il numero delle residenze d’artista distribuite nei borghi del Monferrato. 

Attraverso nuovi bandi dedicati ai talenti under 35, Germinale continuerà a trasformare il patrimonio storico in officine di sperimentazione, alimentando la costruzione di quel Museo Diffuso territoriale che a ogni edizione e anno dopo anno lascia una traccia permanente nel paesaggio.

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Germinale: arte contemporanea, territorio e comunità https://germinale.art/germinale-arte-contemporanea-territorio-e-comunita/ https://germinale.art/germinale-arte-contemporanea-territorio-e-comunita/#respond Mon, 15 Dec 2025 08:20:03 +0000 https://germinale.art/?p=5668 Il successo dell’edizione 2025 della rassegna d’arte contemporanea diffusa nel Monferrato. Bilancio e prospettive per il 2026 Si è conclusa […]

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Il successo dell’edizione 2025 della rassegna d’arte contemporanea diffusa nel Monferrato. Bilancio e prospettive per il 2026

Si è conclusa da poco la seconda edizione di Germinale Monferrato Art Fest e, guardando indietro al cammino percorso tra le colline astigiane e alessandrine, il sentimento prevalente è quello della gratitudine verso un territorio che ha saputo farsi, nel senso più profondo, “gerbido fertile”. 

Il nome scelto per la nostra rassegna — ispirato al mese del calendario rivoluzionario in cui germogliano le piante — non è solo un riferimento temporale, ma una dichiarazione d’intenti: agire affinché la cultura possa innescare una vera rifioritura dei luoghi.

L’idea alla base di Germinale è scardinare la fruizione tradizionale dell’arte contemporanea, portandola fuori dai recinti museali per consegnarla “a domicilio” all’interno della vita quotidiana. In un’area interna fragile che necessita di nuovi impulsi, abbiamo scelto di abitare luoghi carichi di memoria: pievi romaniche, castelli, distillerie e botteghe dismesse hanno ritrovato la propria voce attraverso il dialogo con oltre 50 artisti. 

Questa pluralità di sedi — 27 in totale — ha trasformato 22 comuni in una vera e propria costellazione culturale.

Il tema di quest’anno, l’Alimurgia, ci ha guidato nel nutrire lo sguardo e coltivare il pensiero. Come l’antica pratica di raccogliere erbe selvatiche per sopravvivere, l’arte di Germinale è stata un atto di osservazione minuziosa, un invito a riscoprire l’invisibile che nutre e il valore nascosto delle cose comuni. 

Non ci siamo limitati a esporre opere, ma abbiamo attivato processi: il connubio tra le arti visive della Quasi Fondazione Carlo Gloria e le performing arts di Casa degli alfieri ha permesso di abitare il paesaggio creando un legame indissolubile tra l’opera e la comunità.

Un pilastro fondamentale di questo successo è stato il format delle Residenze d’Arte. Trasformare l’artista in un “abitante temporaneo” ha generato una magia relazionale che va oltre l’evento. Vedere gli artisti adottati dai residenti e dai bambini delle scuole — come accaduto nel cantiere aperto del Castello di Frinco — è la prova che la creatività può essere un formidabile strumento di coesione sociale e cittadinanza attiva.

Germinale non è una meteora, ma un progetto che mira a costruire una legacy permanente. Attraverso il lascito di un’opera per ogni edizione, stiamo dando vita a un Museo Diffuso territoriale che arricchirà stabilmente il patrimonio locale. 

Questo impegno è stato premiato da riconoscimenti istituzionali di altissimo profilo: l’inserimento nella rete di Fondazione Asti Musei e, soprattutto, la designazione di Germinale come “Capitale Sorella” all’interno del dossier di Alba Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027.

Si chiude un capitolo, ma il laboratorio di sperimentazione del Monferrato resta aperto. Il nostro ringraziamento va ai sindaci, agli amministratori e a tutti i partner privati che hanno creduto in questa sfida, dimostrando che l’arte contemporanea è un volano fenomenale di sviluppo economico e sociale. 

Continueremo a coltivare arte tra muri millenari e vigne, convinti che ogni visitatore e ogni cittadino che ha incrociato il nostro cammino abbia contribuito a far germogliare una nuova visione per il nostro amato territorio.

https://www.ilgiornaledellarte.com/Mostre/Germinale-Arte-contemporanea-territorio-e-comunita 

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Selva Art Prize: il talento approda in Galleria Subalpina https://germinale.art/selva-art-prize-il-talento-approda-in-galleria-subalpina/ https://germinale.art/selva-art-prize-il-talento-approda-in-galleria-subalpina/#respond Sun, 26 Oct 2025 08:30:51 +0000 https://germinale.art/?p=5676 Durante la settimana dell’Art Week di Torino il respiro del Monferrato trova casa tra le arcate storiche della Galleria Subalpina.  […]

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Durante la settimana dell’Art Week di Torino il respiro del Monferrato trova casa tra le arcate storiche della Galleria Subalpina. 

Per l’occasione gli spazi di Dispensa ospitano un momento importante per Germinale: il “Drink & Cheer” dedicato alla presentazione ufficiale delle opere degli artisti premiati nella prima edizione del SELVA Art Prize 

Il premio, nato per offrire una vetrina internazionale a quindici talenti under 35, vede in Dispensa e Compagnia dei Caraibi i partner e sponsor principali.

La mostra delle opere, già prevista in sede di bando all’interno del locale torinese e aperta al pubblico da  giovedì 30 ottobre, ha portato i giovani talenti premiati direttamente nel cuore della città.

Il compito di individuare le ricerche più significative tra i finalisti è stato affidato a una giuria tecnica composta da: Andrea Buglisi (artista), Elisabetta Chiono (Crag Gallery), Emanuele Frasson (Chief of Innovation Compagnia dei Caraibi), Patrizia Impastato (Visual Identity Dispensa e Curator SelvArtprize), Maria Vittoria Passeri (Junior Brand Manager Dispensa), Marta Piovano (Brand Manager Compagnia dei Caraibi) e Manuela Pirozzi (Communication Manager Compagnia dei Caraibi) [29, conversazione precedente].

La serata in programma è l’occasione per reincontrare partner e amici di Germinale e presentare nell’appuntamento nazionale di punta dedicato all’arte contemporanea i nomi che sono emersi da questa prima edizione del Premio:

Greta Valente ha ricevuto il Premio Acquisizione per il suo progetto fotografico sulla relazione uomo-natura.

• A Eleonora Cutini è dedicato il Premio Vetrina.

Enrico Pierotti, Francesca Rossello, Maciej Gabka e Valeria Olivo si sono aggiudicati lo spin-off Dispensa.

Debora Latorre  esporrà in occasione della rassegna Contaminazioni 2026

La forza del progetto risiede nella capacità di non esaurirsi con la serata torinese, ma di tracciare una rotta verso la prossima stagione del festival. 

Alcuni artisti selezionati tramite il premio diventeranno infatti parte integrante della programmazione futura: Davide Mineo (Premio Germinale 2026) e Michela Longone (Premio Residenza 2026) sono già al lavoro per far germogliare le proprie visioni nelle colline del Monferrato durante la terza edizione della rassegna.

L’appuntamento è l’occasione per brindare a un percorso che unisce comunità e territori, augurando a tutti i giovani talenti di trovare sempre nuovi orizzonti e contesti pronti ad accogliere e far maturare la loro ricerca artistica

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Alba 2027: quando il territorio si fa capitale (sorella) https://germinale.art/alba-2027-quando-il-territorio-si-fa-capitale-sorella/ https://germinale.art/alba-2027-quando-il-territorio-si-fa-capitale-sorella/#respond Fri, 17 Oct 2025 08:36:55 +0000 https://germinale.art/?p=5684 Il verdetto del Ministero della Cultura è ufficiale: Alba sarà la Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027.  Dopo Gibellina, prima storica […]

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Il verdetto del Ministero della Cultura è ufficiale: Alba sarà la Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027. 

Dopo Gibellina, prima storica vincitrice di questo titolo nel 2026, il testimone passa alle colline piemontesi, segnando un traguardo che va ben oltre i confini di un singolo comune.

Cosa significa essere Capitale? 

Diventare Capitale dell’Arte Contemporanea non è solo un’onorificenza, ma un riconoscimento istituzionale di alto profilo che inserisce il territorio in un sistema culturale d’eccellenza riconosciuto dallo Stato. 

Per Alba e l’intero comprensorio, questo significa accedere a una visibilità internazionale senza precedenti, trasformando il paesaggio in un museo a cielo aperto capace di attrarre collezionisti, curatori e flussi turistici da tutto il mondo.

Il progetto: Le fabbriche del vento 

La candidatura vincente si fonda sul dossier “Le fabbriche del vento”, un progetto di ampio respiro che celebra la vitalità del sistema piemontese. 

La visione è quella di una cultura diffusa e inclusiva, dove l’arte non resta chiusa nei musei ma abita gli scenari unici di Langhe, Roero e Monferrato, entrando in relazione diretta con la vita delle persone. È una scommessa sulla creatività come motore di rigenerazione e crescita sostenibile per l’intero distretto UNESCO.

Germinale: la “Capitale Sorella” 

In questa cornice, Germinale Monferrato Art Fest riveste un ruolo da protagonista nel territorio di riferimento: siamo stati ufficialmente riconosciuti come “Capitale Sorella” e parte integrante del dossier di candidatura. Non siamo spettatori, ma un pilastro strategico del palinsesto del 2027. Questa sinergia valida il lavoro svolto finora dalla Quasi Fondazione: la nostra missione di portare l’arte “a domicilio” nei borghi fragili del Basso Monferrato è diventata una componente essenziale di un modello culturale nazionale.

Una sfida che inizia oggi 

Per noi di Germinale, questa è una grandissima soddisfazione, ma soprattutto una sfida operativa che ci accingiamo ad affrontare con determinazione già da quest’anno. 

L’obiettivo del 2026 è infatti l’attivazione territoriale anticipata: preparare il tessuto locale e intercettare i flussi che guarderanno al Piemonte prima del picco mediatico del 2027.

Il percorso verso la Capitale è un’opportunità irripetibile per consolidare la nostra “costellazione” di luoghi e artisti. 

La sfida è aperta: coltivare arte tra muri millenari e vigne per dimostrare che il Monferrato non è solo uno scenario, ma un laboratorio di sperimentazione pronto per la scena globale.

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